L’Egitto, la Costituzione e il senno di poi

Pensiero a caldo sul colpo si stato in Egitto: in generale, scegliere un sistema politico di tipo presidenziale non è stata una grande idea. Il presidenzialismo può funzionare – e può funzionare molto bene – in alcuni contesti, ma ha l’enorme difetto di essere poco flessibile. Una volta eletto, il presidente non lo schioda più nessuno – e se è un incapace o se l’opinione pubblica cambia preferenze, poi va a finire che magari interviene l’esercito, per schiodarlo.

In un sistema parlamentare di tipo proporzionale i governi magari sono più deboli e instabili, ma si adattano molto più facilmente ai cambiamenti dell’opinione pubblica. C’è un capo di stato con un ruolo di garanzia che può cambiare il capo del governo e indire nuove elezioni, ci sono i parlamentari che possono cambiare idea e dare o togliere la fiducia al governo. E c’è la garanzia di una rappresentanza adeguata di tutte le parti. Soprattutto in Paesi dove il sistema politico è fragile e la società è frammentata e/o polarizzata, adottare un sistema presidenziale è un azzardo troppo grosso. Con il senno di poi, adottare un sistema presidenziale in Egitto non è stata una grande idea.

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