L’Egitto, la stampa e il senno di poi

Pensiero a caldo sul colpo si stato in Egitto: l’avvenimento è grosso-molto-grosso, è senz’altro un avvenimento di rilevanza storica. Eppure, gran parte della stampa italiana e occidentale ci arriva troppo tardi. Dopo mesi di quasi silenzio sull’Egitto, ci siamo ritrovati improvvisamente una settimana fa con “la più grande manifestazione nella storia dei Paesi arabi” e oggi con il colpo di stato – e ci è stato raccontato pochissimo come e perché ci si sia arrivati. Che cosa hanno fatto (o non fatto) davvero Mohammed Morsi e i Fratelli musulmani in questi scorsi mesi? Perché la situazione è precipitata? Perché così pochi mezzi di informazione l’hanno seguita e l’hanno raccontata?

Il colpo di stato segnala il fallimento di tante cose – ma tra le tante, segnala anche un fallimento della stampa: hai sotto il naso la crisi sempre più grave di un Paese cruciale, e aspetti che si giunga al colpo di stato per annusare l’odore della notizia, dello svolgimento in corso di un processo di importanza storica?

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