Perché è sbagliato parlare di “nuova guerra fredda”

I have published an earlier version of this post in English on January 18, 2014.

Le relazioni tra Stati Uniti e Russia sono notevolmente peggiorate negli ultimi mesi, e ancor più nelle ultime settimane e negli ultimi giorni. Prima della crisi ucraina e dello scontro sulla sorte della Crimea, gli Stati Uniti e la Russia si sono scontrati in maniera molto dura sulla sorte della Siria. Hanno litigato su questioni meno drammatiche ma comunque fortemente politicizzate come la decisione russa di concedere asilo a Edward Snowden e l’approvazione di leggi omofobiche in Russia. Altre tensioni esistono sull’Artico, sul Caucaso, sull’Iran, eccetera. Il notevole peggioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Russia conduce una serie di osservatori (soprattutto giornalisti) a parlare di “nuova guerra fredda”. Descrivere la situazione attuale come nuova guerra fredda significa però fraintendere seriamente che cosa sia stata la Guerra fredda, che forma abbiano le attuali relazioni russo-americane e che carattere abbia il sistema internazionale attuale. Descrivere la situazione attuale come nuova guerra fredda non è solo sbagliato, ma rischia anche di ostacolare ulteriormente una comprensione accurata del passato e del presente.

Non c’è dubbio che tensioni crescenti caratterizzino le relazioni tra Stati Uniti e Russia. Tuttavia, tali tensioni non sono fondamentalmente diverse dalle tensioni che tendono inevitabilmente a emergere in maniera periodica tra due grandi attori internazionali che dispongono di influenza considerevole e di interessi differenti. Non è sorprendente che Stati Uniti e Russia sostengano parti diverse nelle lotte che accadono ai margini delle loro zone di influenza (Ucraina, Siria, Caucaso). Non è sorprendente che Stati Uniti e Russia competano in campo energetico ed economico. Non è soprendente che Stati Uniti e Russia cerchino di sfruttare i rispettivi punti deboli per esigenze di politica interna (Snowden, omofobia). Non è soprendente che i Presidenti degli Stati Uniti e della Russia non abbiano un buon rapporto personale. Ciò che intercorre tra Stati Uniti e Russia non è affatto sorprendente: è un normale rapporto di competizione e antagonismo tra due grandi attori internazionali. Il carattere teso del loro rapporto non è eccezionale e può sorprendere solo coloro che ancora credevano nel “trionfo del liberalismo”.

Ciò che intercorre tra Stati Uniti e Russia è un normale rapporto di competizione tra due grandi attori internazionali: non è affatto una nuova guerra fredda. Stati Uniti e Russia sono due Paesi importanti, ma non godono più della posizione di assoluta preminenza di cui disponevano fino al 1989. I loro scontri non implicano più uno scontro tra l’intero primo mondo da un lato e l’intero secondo mondo dall’altro. Stati Uniti e Russia si scontrano su una serie di questioni, ma i governi e gli attori politici del resto del mondo sono piuttosto liberi di assumere posizioni autonome e differenziate a riguardo. Inoltre, a differenza della guerra fredda, gli scontri tra Stati Uniti e Russia non conducono a scontri militari in teatri lontani da entrambi, investendo davvero l’intero sistema internazionale come accadde per il Sud-Est asiatico e l’Africa meridionale. Se degli scontri militari dovessero davvero accadere in qualche forma, investiranno solamente teatri regionali prossimi alla Russia (Siria, Ucraina). Infine, per quanto possano ulteriormente aggravarsi le tensioni e gli scontri tra Stati Uniti e Russia, la prospettiva di un conflitto nucleare oggi non è realistica.

Quello che sta accadendo non è una nuova guerra fredda. Ci sono tensioni, ma non hanno un carattere eccezionale. La Guerra fredda fu qualcosa di sostanzialmente diverso: fu un conflitto molto più pervasivo, che determinava la struttura stessa del sistema internazionale e che lo investiva direttamente. Siccome la coppia di Paesi coinvolti è la stessa, si può essere tentati dal recuperare il concetto di “guerra fredda”, che è effettivamente comodo ed evocativo. Tuttavia, il recupero di tale concetto tende a invitare a recuperare anche la Guerra fredda accaduta nella seconda metà del Novecento come schema di interpretazione della situazione attuale. Credo che tale schema non sia utile per capire in modo adeguato ciò che sta succedendo. Credo anche che l’impiego di tale schema non sia utile per capire in modo adeguato ciò che successe prima del 1989: l’uso inappropriato del concetto di “guerra fredda” rischia di diffondere e radicare una lettura superficiale della stessa Guerra fredda, ostacolando così la comprensione della sua complessità e della sua particolarità.

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